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MUSEO
REGGIMENTALE
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La
costituzione del Museo è stata permessa dal succedersi
di due eventi importanti. Il primo si chiama Fulvio BALISTI
il quale, "come volle la Patria redenta dallo straniero
e dalla servitù padronale" (come scrisse di
lui Cesare Battisti) donò la sua casa ai suoi Volontari
con il seguente testamento spirituale: "vi lascio questa
casa perché rimaniate onesti e viviate in povertà
francescana, vi lascio questa casa perché abbiate un
luogo per riunirVi e onorare la Patria" . Il secondo dal
contributo che diedero all'idea gli stessi Volontari GG.FF.
Nel 1960 di ritorno dal Raduno Nazionale dell'Associazione tenutosi
a Taranto, il G.F. Giovanni Santu mostrò un lembo della
Fiamma di Combattimento del I° Battaglione ad un gruppo
di Volontari. Il G.F. Cioci gli chiese di consegnarglielo con
l'intenzione di tentare la ricostruzione della Fiamma. Scrisse
al Tenente Giuseppe Martucci (che la notte del 12 Maggio 1943
la suddivise in 17 parti con l'intento di ricongiungerle una
volta terminata la guerra), per farsi spedire l'elenco dei Volontari
cui furono affidate. L'Ufficiale rispose inviando la lista ed
allegando il lembo che lui stesso aveva fino allora conservato
e gli chiese dove sarebbe stata conservata la Fiamma una volta
ricostruita. "
alla Piccola Caprera" gli fu risposto,
ed in seguito si rivolse alla governante del Maggiore Balisti,
signora Giovanna Ferrari, che viveva a Ponti sul Mincio presso
la Piccola Caprera donata dal Comandante, la quale, vista la
motivazione della richiesta, gli consegnava tre stanze dell'appartamento
in cui visse il Maggiore. Nacque così nel 1962 il Museo
Reggimentale dei Volontari "Giovani Fascisti". Il
Volontario Antonio Cioci è quindi l'ideatore e il curatore
del Museo che assieme ad altri Volontari come Sergio Bianchi,
Attilio Domenighini, Marzetto Giovanetti, Marcantonio Maffei,
Francesco Pipoli e Dante Vinci iniziarono la raccolta dei vari
cimeli e i lavori di adattamento dei locali per la loro esposizione.
Diedero un rilevante contributo e continuano tuttora a farlo
anche diversi "Amici della Piccola Caprera". Mai sono
stati accettati quando offerti e tantomeno richiesti, contributi
e finanziamenti da parte dello Stato Italiano e da partiti politici
di qualunque schieramento facessero parte.
Fu costruita la tomba dove tuttora sono sepolti il Comandante
e sua moglie Antonietta, realizzati l'arco e il piazzale dove
si celebrano periodicamente le cerimonie commemorative, costruite
le urne cinerarie attorno alla tomba del Maggiore Balisti dove
sono sepolti alcuni GG.FF. morti in combattimento ma anche di
Volontari deceduti nel dopoguerra che hanno espresso la volontà
di restare al suo fianco anche dopo la loro morte. Furono ristrutturati
i rustici, l'abitazione dei custodi e realizzata "L'Erta
del Ricordo" dove sono presenti cippi e targhe che commemorano
i reparti che hanno combattuto in Africa Settentrionale e le
Forze Armate della Repubblica Sociale Italiana. Questo per volontà
dei GG.FF. che a seguito dell'8 Settembre 1943 confluirono nei
reparti militari della R.S.I. dove combatterono con la stesso
ardimento che li contraddistinsero in terra africana.
Nel 1999 per diretto iniziativa dell'allora Assessore alla Cultura
alla Regione Lombardia Dr. Marzio Tremaglia, prematuramente
scomparso, è stato concesso un riconoscimento formale
quale Museo Storico Italiano. Il Museo raccoglie e conserva
i cimeli del Reggimento Giovani Fascisti e della Campagna dell'Africa
Settentrionale 1940-1943. Prima sala: i caduti del Reggimento
e studio del Maggiore Balisti. Seconda sala: cimeli dei GG.FF.
e della Campagna in A.S. Terza sala: Afrika Korps e truppe Alleate. |
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